Aspetti geologici

L'evoluzione del mediterraneo ed il vulcanismo

Il vulcanismo della Campania è un risultato dei complessi processi geodinamici che hanno interessato il Mediterraneo a partire dal Cretaceo (circa 100 milioni di anni fa). Dal Miocene (circa 25 milioni di anni fa) inizia la collisione tra la placca continentale africana e quella euroasiatica dovuta ad una compressione orientata in direzione Nord-Sud . Evidenze geofisiche e geologiche suggeriscono che nello scontro, la litosfera (crosta e parte del mantello) continentale africana sia andata in subduzione (sprofondamento) al di sotto di quella mediterranea. La subduzione è ancora in atto nel Tirreno meridionale. Nell'area italiana, la zona di contatto tra le due placche è situata ad est della catena appenninica.

Carta del fondale Tirreno e dello Ionio, sono visibili le tracce geologiche dei maggiori piegamenti associati alla collisione Africa - Eurasia.
(da: Le Fondes de la Mediterranee, Xavier Le Pichon. Machette - Guides Blues - Paris).

La litosfera africana, sprofondata verso ovest, sotto la penisola italiana ed il Tirreno sud orientale a qualche centinaio di chilometri di profondità nel mantello, ha dato luogo alla formazione di magma. Dal Miocene medio-superiore, la progressiva apertura del bacino tirrenico, associata alla formazione della catena appenninica, con la distensione della litosfera, ha reso possibile la risalita del magma. Da questi processi si è generato il vulcanismo del bacino tirrenico con prodotti basaltici (vulcani sottomarini Magnaghi, Vavilov Marsili, Palinuro) e successivamente le Isole Eolie ed al vulcanismo del bordo tirrenico che costituisce la cosiddetta provincia comagmatica romana. Quest'ultima comprende i numerosi edifici vulcanici formatisi in epoca Quaternaria in Lazio e Campania (Monti Vulsini, Sabatini, Roccamonfina, Isole Pontine, Campi Flegrei e Somma Vesuvio). Questa è caratterizzata da magmi ricchi in potassio e da frequenti eruzioni esplosive, spesso violente seguite talvolta da estesi sprofondamenti crostali detti caldere.

Schema Geologico Strutturale della regione Vulcanica Campana. Formazioni carbonatiche (azzurro e verde); formazioni vulcaniche precedenti all'Ignimbrite Campana (viola); Ignimbrite Campana (grigio), formazioni vulcaniche successive all'Ignimbrite Campana (rosso); depositi alluvionali della Piana Campana e delle valli fluviali (giallo).
(da: Carta Geologica del complesso vulcanico Somma - Vesuvio. Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Progetto Finalizzato Geodinamica).
Tra le decine di centri vulcanici localizzati lungo la fascia di circa 600 km che borda la costa tirrenica, quelli della Campania sono gli unici considerati attivi inquanto hanno generato eruzioni in epoca storica. L'ultima eruzione del Vesuvio è avvenuta nel mese di marzo del 1944 mentre risale al 1538 (formazione del Monte Nuovo) la più recente eruzione dei Campi Flegrei.








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